Bozza musica

1. Concetti introduttivi

1.1 Dal web 1.0 al web 2.0

Nel Web 0.0 (quando il Web non esisteva) si poteva solo essere utenti passivi: esistevano solo i contenuti che venivano scelti da altri, dove per “altri” si intendono registi, sceneggiatori, scrittori, giornalisti, conduttori di talk show, direttori artistici, esperti di marketing etc… Con l’avvento del Web 1.0 gli utenti si riconoscono come maggiormente attivi e interattivi hanno più consapevolezza dei propri gusti e di come reperire il materiale sul web, anche a livello tecnico. Con l’avvento del Web 1.0 si è avviata una grande evoluzione tecnica: se ai tempi del Web 0.0 per vedere un film bastava premere “On” su un telecomando, con il Web 1.0, per eseguire la stessa operazione basta accendere un pc, configurare un modem/router, scaricare e installare determinati software (“peer-to-peer”), imparare ad usarli, cercare ciò che ci serve, eliminare i fake, scaricare il software per fruirne.
Inizialmente il Web è stato concepito per collegare tra di loro vari documenti ipertestuali statici,dando vita alla definizione di Web 1.0.Con l’approdare dei primi sistemi di memorizzazione dati (database) e linguaggi lato server, si è assistito alla nascita di siti dinamici, come ad esempio bacheche online e forum, progredendo così nel concetto di Web 1.5.Tutto ciò comporta dei vantaggi sia per gli sviluppatori e gestori di contenuto (che potranno aggiornare facilmente il loro sito), che per i navigatori (che avranno sempre il contenuto aggiornato e con maggiori opportunità di interazione e filtraggio dati).
Ma a questa è seguita un’evoluzione ancora più radicale.

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Web 2.0 ” è stato “lanciato” dalla prima O’Reilly Media Web 2.0 Conference (Ottobre 2004). E' significato un grande cambio di paradigma nel web “ Web 2.0 is the business revolution in the computer industry caused by the move to the Internet as a platform, and an attempt to understand the rules for success on that new platform”. Nell’era del Web 2.0 siamo ancora utenti attivi ed interattivi, ma siamo anche creatori di contenuti. Caricando un nostro video su Youtube, noi creiamo un contenuto che sarà fruito da altri utenti attivi ed interattivi come noi, che a loro volta, essendo creatori, creeranno qualche altro contenuto di cui fruiremo noi e via dicendo.
Questa rivoluzione ci ha reso quindi creativi, motivati e consci che ciò che piace a noi, potrebbe piacere anche ad altri, e perciò perché non condividerlo?
Il 2004 dunque, ha visto la diffusione di un nuovo termine associato ad Internet: il Web 2.0
Questa novità sta entrando nelle vita di moltissimi italiani,segnandone le abitudini, così come il modo di cercare, consumare e specialmente condividere informazioni. Molte persone utilizzano YouTube per condividere e visionare video, Wikipedia per le ricerche scolastiche, pubblicano il proprio album fotografico utilizzando Flickr, gestiscono e leggono Blog di persone più o meno autorevoli e molto altro.Tutto questo senza aver mai sentito nominare il termine Web 2.0, a dimostrazione del fatto che il nome conta decisamente meno del livello di adozione di una tecnologia da parte degli utenti. Il Web 2.0 è quindi un ambiente in cui si sono sviluppati e continuano a svilupparsi i siti e quelle applicazioni che mettono il controllo del contenuto (sia generato direttamente che non) nelle mani dell’utente. I punti cardine di questa evoluzione del Web risultano quindi essere:

  • la partecipazione degli utenti (e di conseguenza il formarsi di un’intelligenza collettiva),
  • la trasformazione dei dati (remixability) e la loro creazione da parte degli utenti (User-generated content),
  • il cambiamento di rotta del design centrato sulle esigenze dell’utente.

Il Web 2.0 esprime tecnologie in grado di incrementare le possibilità di partecipazione ed approfondimento; è un nuovo punto di vista, è la volontà di diventare imprenditori consapevoli delle proprie opportunità, comunità consapevoli del loro potere e del proprio potenziale. Vedere questa innovazione solo dal punto di vista tecnico è quindi un errore.

Dal punto di vista tecnologico, il Web 1.0 e Web 2.0 sono uguali in quanto condividono gli stessi protocolli di base quali TCP/IP e HTTP. Il concetto di base delle relazioni tra contenuti rimane quindi ancora l’ipertesto che permette di dare una struttura semantica ai documenti ipertestuali.
Tuttavia è possibile evidenziare alcune differenze principali tra web 1.0 e 2.0.
Nel WEB 1.0 si utilizzavano principalmente:

  • Siti personali:che richiedevono delle conoscenze specifiche ( Linguaggio HMTL;Linguaggio CSS; Linguaggio Lato Server ;Linguaggio di Interrogazione Database) che rendevano difficile la possibilità di esprimersi ad utenti che non avevano le conoscenze tecniche per farlo;
  • Sistemi di gestione dei contenuti
  • Stickiness: letteralmente l'"appiccicosità" di un sito, cioè la capacità di tenere "incollati" gli utenti ad esso facendo ritornare l’utente più volte sullo stesso sito.

Nel WEB 2.0 questi elementi sono stati sostituita da:

  • Blog: molto più facili, qualsiasi persona può aprirsene uno e condividere ogni tipo di informazione;
  • Wiki:permette a ciascun utilizzatore di aggiungere contenuti ma anche di modificare quelli inseriti da altri utilizzatori e si possono anche aggiungere ed eliminare pagine;
  • Syndacation: non si obbliga l’utente a ritornare nel sito per visualizzarne il contenuto bensì glielo si rende disponibile sotto altra forma in modo da renderlo maggiormente fruibile ed esportabile (naturalmente indicando il tipo di licenza utilizzato).

Dunque in sintesi questi sono i vantaggi della tecnologia web 2.0:

  • I siti Web 2.0 sono piattaforme che consentono una forte interazione tra utenti. Gli utenti usufruiscono di servizi innovativi mediante potenti interfacce grafiche (RIA, Rich Internet Applications)
  • Gli utenti forniscono il valore aggiunto con l’ autoproduzione di contenuti e la condivisione della conoscenza. In tal modo si sfrutta e si valorizza l’ intelligenza collettiva, vero motore del Web 2.0. I servizi offerti vengono aggiornati di continuo, in modo da correggere rapidamente gli errori e aggiungere nuove funzionalità non appena disponibili (questa caratteristica viene anche chiamata “perpetual beta”).
  • Dal punto di vista funzionale, ciò che caratterizza il web 2.0 è sostanzialmente la centralità ed il protagonismo dell'utente che da fruitore diviene sempre più un controllore dei propri dati e dei contenuti che naviga, facendosi stesso produttore di informazioni e, contemporaneamente, principale giudice di quanto prodotti da altri. Tutte le grandi storie di successo del web 2.0 mostrano un vero e proprio ribaltamento dei paradigmi della comunicazione cui la generazione adulta era abituata.

1.2 Il concetto di musica nel Web

Che la musica ormai sia digitale, è un dato acquisito.
In particolare, ciò è avvenuto con il primo lettore MP3 che è stato lanciato nel mercato nel 1995 e il primo MP3 player portatile, il Diamond Rio, presentato del 1998. Il successo dell’mp3 si deve soprattutto all’enorme popolarità portata dal servizio di file sarin offerto da Napster. Il sistema, creato da Shawn Fanning, fu reso disponibile a partire dal 1999, ma solo nel 2000 ebbe un fortissimo impatto su Internet. Napster, fu il primo sistema peer-to-peer di massa che permise lo scambio e la condivisione di file mp3 provocando però una violazione di massa del copyright. Nel 2001 Napster, per questo motivo, finì in tribunale e venne condannato a un pagamento di un indennizzo pari a 26 milioni di dollari di risarcimento. Per pagare questo rimborso, Napster tentò di convertire il servizio da gratuito a commerciale e così è ancora oggi, nonostante la concorrenza di iTunes lo stia mettendo in difficoltà. Dopo Napster diverse sono state le innovazioni presenti nel mondo della musica nel web
La vecchia formula si è innovata con la distribuzione digitale, i siti di social network e la web radio”. Queste novità tecnologiche, in particolare il formato MP3, hanno permesso un punto d’incontro tra “fruizione “ e “creazione”, in quanto è sparito il supporto fisico del CD-Audio ed è possibile creare playlist personali.
L’evoluzione è andata nella direzione della classificazione della musica sul web: infatti esempi come la libreria virtuale Amazon. it sono ormai superati. Lo stesso vale per All Music Guide (www.allmusic.com), un sito molto ricco ma rigido nella sua organizzazione tassonomica anzichè basata su folksonomy. Inoltre, i riferimenti tra i vari artisti (per esempio su “chi ha suonato con chi”) sono tutti espressi nei testi, sotto forma di link, che quando seguiti perdono il contesto.
L'evoluzione in questo ambito ha portato ai siti web 2.0 che permettono la condivisione di musica in community, di selezionare i propri artisti preferiti e ricevere suggerimenti su artisti vicini ai propri gusti, ascoltare musica in streaming, creare playlist personalizzate e ascoltare radio selezionare sulla base delle proprie preferenze dal sistema, e molto altro ancora…

2. La musica nel web

2.1 L'evoluzione di Pandora

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L’idea che sta alla base di Pandora è il concetto rivoluzionario di genoma musicale. Pandora, un sito grazie al quale è possibile ascoltare in streaming, con un player fatto in Flash, dunque per mezzo di un comune browser, le canzoni trasmesse da migliaia di radio su Internet. Il sistema sfrutta l'algoritmo creato appositamente dal Music Genome Project per cercare brani simili a quello segnalato dall'utente, e quindi riprodurre musiche che possibilmente piacciano all'ascoltatore. L'algoritmo analizza 400 diversi parametri del brano inserito dall'utente, che deve essere presente e catalogato nell'archivio di Pandora. La playlist che viene elaborata può essere quindi ascoltata come una radio, oppure gestita dall'utente stesso che, di ogni singolo brano, può decidere se saltarlo o contrassegnarlo come "gradito" o "non gradito" (servirà in futuro a riproporre le musiche di maggiore gradimento). Partendo dalla scelta di un unico brano o artista, Pandora saprà proporci automaticamente delle canzoni simili, attinenti, che hanno per così dire buona parte del patrimonio genetico in comune con quella prescelta. Canzone dopo canzone, giorno dopo giorno, in base al gradimento che esprimeremo attraverso l’intuitivo pollice alto/pollice verso, Pandora ci aiuta a conoscere nuovi artisti che siano in linea con il gusto personale, permettendoci così di ampliare i nostri orizzonti musicali. E’ anche possibile condividere con altri la propria radio e tenere traccia delle canzoni, di gruppi o album che Pandora ci ha fatto conoscere.
Seguendo il trend attuale, Pandora fornisce due versioni: una base gratuita, comprensiva di pubblicità non molto invasiva, fortunatamente, e una a pagamento che estende il servizio con funzionalità maggiori. Recentemente però, per coloro che non optano per l'aggiornamento $ 36/annuali, il limite mensile di 40 ore di streaming è stato tolto. Ciò sta a significare musica illimitata per tutti gli utenti.
Il servizio offerto da Pandora presenta alcune limitazioni:

  • dopo alcune cause legali per i diritti d’autore e la licenza dei brani, dalla primavera del 2007, filtra gli indirizzi IP rendendo il servizio accessibile solo per coloro che risultano avere un IP statunitense. Fino a qualche tempo fa, invece, veniva richiesto di inserire uno zip code di provenienza USA. Esistono però alcuni metodi per rendere il proprio IP anonimo e quindi in grado di non risultare disabilitato verso il servizio.
  • L'utente non può scegliere di riprodurre un brano o un artista specifico, che comunque potrebbe essere inserito dal sistema nella playlist che viene proposta in ascolto.
  • I brani che è possibile saltare (cioè non ascoltare per ascoltare quello successivo, scelto sempre dal sistema) nell'arco di un'ora sono limitati a 7.

Pandora, infine, ha inserito nuove funzionalità:

  • il completamento automatico dei nomi degli artisti durante la creazione di stazioni,
  • suggerimenti personalizzati per la scoperta musicale più semplice,
  • informazioni avanzate sull'artista
  • possibilità di spaziare tra diverse stazioni durante l'ascolto piuttosto che limitarsi ad una stazione.
  • tutte le stazioni hanno ora un URL univoco per la condivisione semplice e veloce su Twitter, Facebook e altri siti sociali.

2.2 L'evoluzione di Last.FM

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Last.fm è una radio su internet che costruisce un dettagliato profilo per ogni utente, e include i suoi artisti e canzoni preferiti in un sito web personalizzabile. Le canzoni ascoltate compaiono nel sito dopo averle ascoltate sull’apposita radio oppure tramite un plugin installato nel proprio player.
La caratteristica principale del sito è quella di costruire un dettagliato profilo per ogni utente, gruppo, artista, album o canzoni che si vengono a creare, le statistiche sono aggiornate settimanalmente. Il sito prevede statistiche di artisti e tracce più ascoltate dell’ultima settimana, degli ultimi sei mesi, o dal momento della registrazione. Inoltre è disponibile una radio in streaming personalizzabile, uno spazio wiki in ogni pagina dell’artista per scriverne la biografia, la possibilità di creare gruppi di utenti che condividono le stesse passioni, gli stessi gusti. Etichette discografiche e artisti sono incoraggiati a promuovere la loro musica su Last.fm, perché questa viene proposta agli utenti che hanno espresso preferenze simili, grazie al suo sistema di filtri e raccomandazioni. La funzione più usata dalla comunità Last.fm è la formazione di gruppi di utenti che hanno qualcosa in comune. Interessante è l'opzione dello “scrobbling” che consente di aggiungere musica automaticamente alla propria libreria e di ottenere classifiche personali sugli ascolti, consigli relativi a musica e concerti e la possibilità di conoscere utenti con gusti simili ai propri. In Last.FM è possibile ascoltare delle radio relative al cantante che più interessa e tra le novità vi è che si possono acquistare i brani e farli diventare una suoneria per il cellulare.
Last.FM non è più completamente gratuito, infatti pare che dal 2009 la Radio sia un servizio a pagamento. È possibile usufruire della versione gratuita che da la possibilità di ascoltare 50 brani e poi allo scadere si passa necessariamente alla versione a pagamento.
A partire dal 2008 in Last.FM ci sono stati interessanti novità:

  • il sito permette di sapere se un determinato artista/gruppo è in tour e ne indica anche le tappe
  • consente di conoscere qual è la musica più ascoltata del momento o in Italia
  • nella sezione consigli, che occupa una sezione apposita nel menu di sinistra, una volta cliccati si ottiene un’elenco di thumbnails con gli artisti che ci consiglia Last.fm; sotto ognuno di essi vi è un segno più per aggiungerli alla libreria mentre se si decide di premere il play, si è indirizzati all’home page del cantante
  • aumenta il lato Social fornendo agli utenti spazio per un proprio Journal. Tramite l’online editor è possibile inserire informazioni di Carattere Musicale mentre i tasti intitolati “Google Video, Youtube” consentono l’embeding di un video nell' articolo
  • il cambiamento più evidente del nuovo last.fm è la disposizione dei menu, infatti i links principali si trovano alla nostra sinistra mentre in alto ci sono i collegamenti ala sezione Musica, Video, Eventi, Community, Charts e dei quick links che puntano al profilo dell'utente
  • gli utenti hanno accesso ad una libreria personalizzata, in cui si ha modo di sfogliare l’elenco di tutte le canzoni ascoltate, quelle suddivise per Tag, l’elenco dalla A alla Z o gli ultimi inserimenti.

Nella versione Beta, inoltre, i cambiamenti non sono riservati ai soli menu e all’aggiunta della libreria: è stato effettuato anche un restyling dell’online player e la prima impressione è che sia ancor più intuitivo di prima. Avremo a disposizione nuovi simboli: il segno più, il cuore, il divieto ed il simbolo della posta; questi sono alquanto intuitivi e sono i collegamenti per:

  • aggiungere la traccia che stiamo ascoltando nella nostra libreria (segno Più)
  • bannarla per sempre dalla nostra playlist, (il divieto)
  • segnalare il nostro gradimento o condividerla con gli amici (abbiamo anche a disposizione i siti di Social Bookmarking) (il cuore)

2.3 L'evoluzione di Yahoo! Music

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Yahoo! Music ha deciso di passare da distributore di musica ad aggregatore, rivoluzionando completamente la sua interfaccia e l'interazione con i visitatori. Il cambiamento può essere una conseguenza della passata crisi riguardante i file protetti da DRM: Yahoo! ha infatti dovuto risarcire migliaia di utenti per aver interrotto il proprio servizio, rendendo inutilizzabili tantissimi file musicali. Adesso il portale è ritornato attivo, ma con obiettivi completamente diversi dai precedenti. Dopo aver trascorso molto tempo come fornitore di musica, ora Yahoo! Music è divenuto uno spazio più pubblicitario. Nonostante siano presenti parecchi video in streaming completamente visibili nelle pagine apposite, con qualche piccolo spot pubblicitario al termine di essi, gran parte dei link presenti rimandano a pagine di terzi. Identificati da un'icona accanto al titolo, sono visibili moltissime finestre che ridirigono l'utente a siti differenti, come YouTube, Last.fm, iTunes e altri ancora, riducendo il numero dei file propri del sito ad un numero irrisorio rispetto a tutti gli altri elementi presenti.
Il sito offre oltretutto un'interessante funzione per ascoltare tracce, ma le canzoni offerte dal sito sono in realtà acquisite da un altro portale, Rhapsody.
Altre novità riguardano:

  • l’homepage: è stata riprogettata come una vetrina con il meglio della musica, dei video e delle immagini degli artisti;
  • video musicali: vengono raccomandati per indirizzare gli utenti Yahoo! verso nuovi artisti, personalizzati sulla base dei loro ratings, dei loro gusti e dei loro interessi;
  • blogs: permettono ai blogger più importanti di condividere la loro musica preferita, le playlist e qualsiasi altra cosa riguardi l’industria musicale.

Attualmente la versione italiana di Yahoo music non è più attiva.

2.4 Radio online: evoluzioni e novità

Qui di seguito sono elencati i siti di musica in streaming online più conosciuti e le loro caratteristiche principali:

  • Tun3R funziona come un vero e proprio aggregatore radio che permette di ascoltare più di 1408 emittenti radio sparse per il mondo, e suddivise per lingua e per genere musicale. Gli ascoltatori possono cercare la musica desiderata mediante un sistema chiamato “The Dial” e si possono sentire spezzoni tratti dalle varie stazioni radio e dalle loro playlist, oppure semplicemente effettuare ricerche per stazione radio, artista o canzoni preferite;
  • Soundpedia, una comunità di Social Music, volta a offrire musica in streaming ai propri utenti in puro stile web 2.0, con commenti, vita sociale e persino la possibilità di creare video blog. Soundpedia non offre un semplice streaming, bensì l’ascolto gratuito di interi album musicali, diventando quindi il sito più completo (dopo LastFm e Pandora) per chi volesse ascoltare artisti commerciali, indipendenti oppure vedere dei video!
  • MyStrands è un innovativo servizio di social networking che si pone a metà strada tra e My Space e Last.fm, basato sui gusti e le raccomandazioni musicali. Si tratta di un applicativo che consente di creare e ascoltare gratis playlist personalizzate, grazie a un consistente archivio di tracce a disposizione, tra cui molte hit del momento ma anche file caricati da band emergenti e indipendenti. La vera marcia in più di MyStrands sono in realtà le sue spinte funzionalità di community. In pochi click si possono creare statistiche d’ascolto da pubblicare sulla pagina personale che, volendo, può essere utilizzata anche come blog. Ogni traccia può essere etichettata in modo da dar vita a nuvole di tag da mettere a disposizione degli altri membri della community. In tal modo, oltre ai consigli dati automaticamente dal servizio, si può facilmente entrare in contatto con persone che condividono gli stessi interessi. E, come in tutti i network sociali, entrare a far parte di gruppi profilati su gusti simili.
  • MySpace Music Player è il nuovo MySpace che non è più un social network come Facebook ma si integra in Facebook e permettere di ascoltare gratis oltre 40 milioni di canzoni.
  • TuneWiki è un sito che unisce la musica in streaming, i video di YouTube, i testi e le parole delle canzoni che seguono l'andamento della musica durante la riproduzione in modo da leggerle e cantarle.
  • Odeo non solo suggerisce nuovi ascolti ma permette anche di inserire i propri file audio e fare podcast;
  • Webjay (parte della grande famiglia 2.0 di Yahoo) oltre ad ascoltare permette di pubblicare playlist personalizzate e si integra anche con programmi diffusi quali WinAmp, iTunes, RealOne o Windows Media Player;
  • GookBox archivia e riproduce gli Mp3 usando un account di posta elettronica GMail;
  • Puniz è un sito in italiano che permette di cercare musica e di ascoltare le canzoni in streaming, organizzandole in playlist personalizzate. Il database è molto ampio e si trovano tutte le musiche, sia italiane che straniere. Il database di file mp3 è enorme, si possono scaricare tutti, ascoltare online direttamente in streaming e si può creare la playlist online.
  • Sul sito OnMusic.me, non solo si possono ascoltare le canzoni in streaming cercandole ma è anche possibile scaricare i file mp3 sul pc.
  • MP3 Realm è un altro sito spagnolo di streaming online di musica che permette il download dei file mp3 anche senza alcuna registrazione. Si può fare una playlist, si possono ascoltare le canzoni online e si possono esportare su un blog o su MySpace.
  • Myousic è un sito in HTML5, quindi non in flash, che si può vedere e sentire sia da pc che da iPhone o altri smartphone. In Myousic si possono creare playlist di brani e canzoni da sentire quando si vuole, anche dal cellulare.
  • Ex.fm è un sito per cercare ed ascoltare la musica in streaming che è disponibile anche come applicazione Chrome, su iPhone e come player da incorporare sul proprio sito o blog. È un sito libero e gratuito, funziona come motore di ricerca su Tumblr e oundcloud, ricco di canzoni americane e pop, con poca musica italiana. Si può anche creare un account dove salvare le canzoni preferite che si possono anche condividere su Facebook per farle sentire agli amici.
  • Su stereomood, invece, i tag non fanno riferimento al genere (rock, pop, etc.) bensì alle emozioni!! Nella home page si trova tutta una serie di tag rappresentanti vari stati emozionali e cliccando su uno di essi verrà elencata una playlist di canzoni in linea con l’ umore dell’utente.

3 La nuova frontiera della musica nel Web

3.1. Tecnologia Cloud

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In informatica, con il termine cloud computing si intende un insieme di tecnologie informatiche che permettono l'utilizzo di risorse hardware (storage, CPU) o software distribuite in remoto.
Una caratteristica del Cloud Computing è di rendere disponibili all'utilizzatore tali risorse come se fossero implementate da sistemi (server o periferiche personali) "standard". L'implementazione effettiva delle risorse non è definita in modo dettagliato; anzi l'idea è proprio che l'implementazione sia un insieme eterogeneo e distribuito – the cloud, in inglese nuvola – di risorse le cui caratteristiche non sono note all'utilizzatore.
Oggi i servizi cloud sono di fatto tutti quei servizi online, centralizzati, in cui l’utente può andare a porre i propri file, siano essi documenti, immagini o quanto altro come ad esempio Flickr, il noto servizio per lo storage di immagini di Yahoo o Google Docs.

3.1.1. I Vantaggi del Cloud Computing.

1. Manutenzione: i server e la sicurezza dei dati sono affidati all'azienda che gestisce il servizio. Un file affidato ad un servizio cloud è salvato su diversi data center, e ne esistono diverse copie di sicurezza, continuamente aggiornate e monitorate. Di fatto, i dati andrebbero persi solo se tutti i data center dell'azienda andassero in tilt nello stesso momento, un'eventualità più impossibile che remota.
La sicurezza dei dati basterebbe a giustificare l'uso delle applicazioni web, almeno per chi è attento a questo aspetto, ma non è l'unico vantaggio offerto dal cloud computing.
2. Bassi Costi: le applicazioni online sono gratuite per gli utenti privati, e diventano a pagamento solo se si vuole accedere a servizi avanzati. Per quanto riguarda le aziende, invece, esistono offerte a pagamento, ma si tratta di spese trascurabili, se comparate con quelle delle licenze software per ogni computer
3. La possibilità e la facilità di condividere un documento, o un file di altro genere, con colleghi e amici, e l'estrema semplicità del lavoro di squadra. Un file online, infatti, può essere modificato da più persone allo stesso tempo, e le modifiche sono disponibili immediatamente per tutti gli utenti collegati. È uno dei principi che sta alla base di Google Wave (sistema di aggregazione e condivisione di tutte le applicazioni google online), che Google ha presentato recentemente, e che promette di rivoluzionare il concetto stesso di comunicazione online e di browser.
In ambito musicale: non dover copiare continuamente i “propri” file da un dispositivo all’altro ma potervi accedere in qualsiasi momento da qualunque dispositivo.
4. Costo dell'hardware. Nella maggior parte dei casi, i servizi cloud non richiedono PC potenti, quindi sarà possibile usare anche un vecchio PC o un PC di fascia molto bassa, senza alcun problema.

3.1.2. Gli svantaggi del Cloud Computing

1. Riservatezza e legalità. Per usare un servizio cloud è necessario prima di tutto accettarne i termini d'uso, e poi caricare i propri dati sui server. La conseguenza diretta è che se i server vengono violati, l'hacker avrà accesso ai vostri dati, come se avesse violato il vostro computer.
Ad oggi non si sono mai registrati attacchi seri ai servizi cloud, né si sono registrati furti d'informazioni. Il rischio però esiste, e diventa più concreto mano a mano che cresce la quantità di dati affidati ai server cloud.
2. Dipendenza dalla rete: in caso di Blackout dei server o in zone senza collegamento a internet i file non sono raggiungibili.

3.2. Cloud Music

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Uno degli argomenti più dibattuti quest’anno da osservatori e professionisti del settore musicale ha riguardato il lancio e le prospettive di crescita dei servizi di cloud music.
Sebbene al momento tutti i player del settore scommettano sul futuro dei servizi di cloud music non mancano voci discordanti e perplessità, legate soprattutto alla possibile resistenza degli utenti all’idea di non avere la propria musica sui propri dispositivi. Da una recente ricerca su consumatori statunitensi di musica online fra i 18 e i 64 anni, è emersa una netta preferenza per l’acquisto di file “da possedere” rispetto alla fruizione di musica in streaming. I vantaggi percepiti consistono nella sicurezza (86%) e nella flessibilità (91%) che il possesso garantisce ai consumatori, mentre lo streaming viene considerato un utile strumento di scoperta e di testing per valutare se procedere o meno all’acquisto (76%), che in quanto tale dovrebbe essere gratuito. Se la flessibilità e la comodità di utilizzo costituiscono effettivamente une delle coordinate di sviluppo delle tecnologie per la fruizione di musica registrata, lungo tutta la loro storia, la scommessa sulla cloud sembra una scommessa sicura. Semmai l’ostacolo da superare, nonché uno degli aspetti su cui si giocherà la partita, riguardano la fiducia che è necessario conquistare per convincere i fruitori a dipendere da altri per l’utilizzo dei propri acquisti. Ovviamente l’altro aspetto cruciale concerne le modalità di gestione delle proprie libraries e cosa accade ad esse quando si decide di interrompere un servizio, magari per passare ad un altro.

3.3. Sviluppi Futuri

Tre sono i principali servizi Music Cloud, già operativi in America, che in futuro si svilupperanno anche in Italia: Amazon Cloud Player, Google Music e Apple iTunes Match.

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Amazon Cloud Player ha un costo di 20$ annui e permette di caricare tutti i propri brani nella “cassetta di sicurezza” tra le nuvole. Una volta caricati sarà possibile riascoltare i brani in streaming usando fino a otto dispositivi. Su Mac, iPad e PC sarà possibile usare il player scaricabile da Amazon; su periferica Android, invece, la app Amazon MP3. Inoltre, oltre ai propri brani, Amazon mette a disposizione un catalogo di 18 milioni di brani musicali. Lo spazio a disposizione di ognuno è di 20GB se si acquista anche un solo album digitale

Vantaggi:
- Enorme capacità di stoccaggio.
- Benefici dati dall’acquisto di brani da Amazon.
- Possibilità di ascolto da ogni browser web.
- Facile da usare.

Svantaggi
- Al momento disponibile solo in USA e UK
- Sono previste restrizioni per i player non-USA.
- Upload lento.
- Nessuna opzione di condivisione

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Google Music è attualmente completamente gratuito e per usufruirne è necessario effettuare il download dell’applicazione Music Manager dal proprio account Google.
Possono essere caricate sul cloud locker tutte le proprie canzoni (anche direttamente da iTunes). Google mette poi a disposizione una libreria di 13 milioni di brani sul Market Store Android. Si possono ascoltare i brani usando al massimo 8 dispositivi Android.
Gli utenti della “mela” possono usufruire solo dell’applicazione funzionante su browser.
In caso di assenza di rete i brani possono essere “bloccati” momentaneamente sul proprio dispositivo per un ascolto “offline”.
E’ possibile depositare sulla propria “nuvola” fino a 20.000 brani senza possibilità di spazio extra.

Vantaggi
- Al momento gratuito.
- Possibilità di ascolto da ogni browser.
- Creazione di playlist.
- Condivisione tramite Google+.

Svantaggi
- Al momento disponibile solo in USA
- Sono previste restrizioni per i player non-USA.
- Upload lento.
- Nessuna app per i sistemi iOS.

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Apple iTunes Match ha un costo di 25$ annui e sincronizza la propria collezione musicale con le corrispondenze trovate tra i 20 milioni di brani della libreria Apple. Sarà quindi possibile ascoltare in streaming usando fino a 10 dispositivi.
I brani che non sono contenuti nella libreria Apple sono caricati e consumano lo spazio riservato. Sarà possibile caricare, scaricare e ascoltare in streaming 25.000 brani. iCloud offre 5GB gratis. Si può incrementare lo spazio fino a 50GB per circa 70$ l’anno.

Vantaggi
- Si possono scaricare i brani per un ascolto offline.
- Upload veloce.

Svantaggi
- Al momento disponibile solo in USA (ma sarà il primo ad arrivare in Italia).
- Non può essere utilizzato con i browser web.

4. Sitografia

5. Glossario

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